di Eleonora Confalonieri

Dal 30 marzo al 29 giugno 2025, il MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lissone ospita la prima personale in un'istituzione pubblica di Ismaele Nones, dal titolo A chi parlo quando parlo, curata da Stefano Raimondi. La mostra inaugura le celebrazioni per il 25° anniversario del museo, che riapre al pubblico con un ingresso gratuito e una nuova veste architettonica, riaffermando il proprio ruolo nel panorama artistico italiano grazie anche all'affiliazione con AMACI.

Un viaggio tra iconografia, memoria e contemporaneità

Ismaele Nones, classe 1992, accompagna lo spettatore in un viaggio tra passato e presente. Le sue tele mescolano elementi iconografici dell'arte religiosa e della pittura antica con guizzi di contemporaneità, creando un universo parallelo in cui le diverse epoche si sovrappongono. Figure bidimensionali, campiture piatte, contorni spessi, sfondi azzurri e ripetizioni grafiche. Animali antichi e personaggi ridotti a manichini interagiscono con elementi moderni: una sedia in vimini di Marcel Breuer, un divano dal design contemporaneo, una casa con l'intera facciata a vetri. Figure plastiche appoggiate su poltrone anni ’60. L’eleganza con cui Nones accende la fantasia dello spettatore rende la fruizione un viaggio di introspezione su tematiche come l'evoluzione tecnologica, la convivialità, l'isolamento, la noia e lestetica.

Chiara confusione II, 2023, pittura acrilica su tela, 190x320 cm

Il titolo della mostra, A chi parlo quando parlo, fa riferimento a una serie di lavori incentrati sull’ambiguità della ripetizione dello stesso personaggio all’interno di una scena, una tecnica mutuata dalla pittura iconografica. Questa scelta compositiva genera un senso di spaesamento e invita a riflettere sul significato della creazione artistica: a chi si rivolge l'artista?

Leopardo in villa, 2021, pittura acrilica su tela, 150x150 cm

Tra le oltre cinquanta opere esposte, spiccano alcuni lavori di grande formato che esemplificano l’approccio di Nones alla pittura:

Horsepower (2020), ispirato a La città che sale (1910) di Umberto Boccioni, reinterpreta la dinamica tra uomo, natura e tecnologia. Cavalli e tralicci elettrici si fondono in una metafora dell’energia contemporanea, oscillando tra istinto e meccanica.

Riposare in pace a bordo piscina (2023) richiama la deposizione di Cristo nella tradizione ortodossa, trasformandola in una scena di apparente quiete: un giovane su un asciugamano, simbolo di una società immersa in un torpore irreversibile.

Il trittico Chiara Confusione (2023), ispirato alla poesia omonima di Patrizia Cavalli, sintetizza i temi centrali della ricerca di Nones attraverso un assemblaggio di simboli e narrazioni visive.

Ismaele Nones, A chi parlo quando parlo, installation view at MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, 2025. Photo Roberto Marossi. Courtesy MAC Lissone

Come sottolinea il curatore Stefano Raimondi, questa mostra ribadisce l’impegno del MAC nel supportare l’arte italiana e le nuove generazioni, offrendo agli artisti la possibilità di confrontarsi con progetti ambiziosi. L’esposizione di Ismaele Nones non solo conferma questo intento, ma inaugura una nuova fase per il museo, che si apre sempre più al dialogo tra memoria storica e sperimentazione contemporanea.